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Welcome!

Il foglio che hai in mano ora non è un semplice ed inutile volantino pubblicitario, non lo troverai mai dentro la tua cassetta delle lettere, non lo vedrai mai arpionato ai tergicristalli delle auto, forse lo troverai in una biblioteca, forse in un bagno pubblico o più probabilmente lo troverai calpestato sopra un marciapiede.

Questo pezzo di carta è una “Fanzine” ovvero una rivista autoprodotta che parla di musica e di eventi locali, proprio come quelle che uscivano negli anni 80 & 90 per promuovere generi quali il Punk & il Metal.

Questo è il primo numero conservalo, un giorno potrebbe valere una fortuna, oppure prendilo e soffiatici il naso!

D.Z.

 

SCREAM!

a Rock fanzine

 

ELOGIO DELLA FANZINE
di Matteo B. Bianchi

UNIVERSO AUTOPRODOTTO

Le riviste autoprodotte sono uno degli strumenti più potenti e immediati per comunicare e diffondere le proprie passioni, i propri ideali, il proprio credo (politico, religioso, musicale che sia). E sono soprattutto uno strumento alla portata di tutti. Chiunque può creare una fanzine: bastano pochi fogli e una fotocopiatrice (quella dell'ufficio dove lavora papà va benissimo o, alla peggio, si va nei copy-center self-service delle università). Quanto ai contenuti, ogni cosa è valida. Anche il non saper scrivere. Una fanzine può essere fatta di articoli redatti appositamente e di disegni pensati per illustrarli, ma anche di foto tagliate da altre riviste, da pezzi rubati ad altri giornali, da brani tradotti da pubblicazioni straniere. Non importa il cosa, importa sempre il come. Una fanzine è lo specchio dell'anima di chi le fa.
Per loro natura queste riviste improvvisate, dettate più da una reale urgenza di comunicare che da una accurata premeditazione, hanno svolto spesso una funzione fondamentale in ambito politico o sociale. La leggenda narra che l'intero fenomeno punk sia nato da una rivista fotocopiata che portava in copertina l'immagine delle dita su un manico di chitarra. Il titolo diceva: "Questi sono due accordi. Adesso andate fuori e formate una band". Decine di ragazzini hanno preso il suggerimento alla lettera e da allora la musica non è più stata la stessa.

La forza delle fanzine talvolta è tale da arrivare a rivoluzionare la vita stessa dei loro creatori. Ci sono casi eclatanti che lo dimostrano, parabole provenienti soprattutto da oltreoceano, dove l'american dream si avvera evidentemente anche per gli outsider. Pagan Kennedy, una studentessa americana annoiata del corso di scrittura creativa che stava seguendo all'università, decise di investire meglio il suo tempo creando una fanzine personale invece di continuare a seguire le lezioni. La sua "Pagan's head" (gioco di parole legato al suo nome, che suonava circa "Testa di pagana") era una sorta di diario pubblico: stralci di lettere alle amiche, commenti sui curiosi personaggi che affollavano il campus, resoconti delle proprie vacanze. Roba così. Lo stile brillante, le acute osservazioni e anche la stranezza dei contenuti rese subito la fanzine popolarissima. "Pagan's head" ebbe un tale successo che presto arrivò a diffondersi ben al di là del ristretto perimetro del college, finché non giunse sulla scrivania del direttore della celebre casa editrice Saint Martin's Press di New York. L'entusiasmo dell'uomo fu tale che tutti i numeri della fanzine vennero raccolti e pubblicati in volume col sintetico titolo "Zine" e Pagan Kennedy si guadagnò l'appellativo di "regina delle fanzine" dal mensile d'avanguardia "Wired". Oggi la Kennedy è una narratrice affermata, con diversi romanzi pubblicati, uno tradotto anche in Italia (il tenero "Zitelle", Marsilio editore).


Un simile caso di ascesa professionale è quello di Paul Lukas, autore della fanzine "Beer frame - The journal of inconspicuous consumption" (Pausa per la birra - Diario del consumo insignificante), dedicata all'analisi di prodotti di consumo di varia natura. L'intuizione di Lukas fu quella di occuparsi di articoli alimentari, igienici, dolciari, medici, persino militari, adottando lo stile diretto e giovanilistico delle recensioni discografiche. Un'idea che gli valse l'offerta di una rubrica fissa sul "Village voice" e la pubblicazione di una raccolta in volume delle pagine migliori della fanzine presso il prestigioso editore Random House.

 

URGENTE: CANTANTE CERCASI (possibilmente alle prime armi)

per band Grunge-Stoner-Alternative

2 chitarre, basso e batteria; suono sporco e brani propri;

buone vibrazioni!

Ben accetti i perditempo!

Chiama o invia sms a : 3283417243

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